Cufone (IdM) sull’area industriale di Rende: trascurata

Cufone (IdM) : area industriale di Rende trascurata e considerata solo un bancomat del Comune 

Francesca Cufone

Cufone (IdM) : area industriale di Rende trascurata e considerata solo un bancomat del Comune

L’area industriale di Rende, baricentrica rispetto all’area urbana usufruendo di 3 ingressi, è una delle più importanti della Calabria sia per estensione (500 ettari) che per numero di imprese presenti (300 circa).
ITALIA DEL MERIDIONE (IDM)
ITALIA DEL MERIDIONE (IDM)

Nonostante sia una realtà così importante possiamo affermare ,senza tema di smentita, che la stessa è trascurata dall’Amministrazione comunale e considerata solo una sorta di bancomat per le casse comunali. Ancora si è in attesa del collegamento diretto con lo svincolo autostradale ed anche con la zona universitaria e ad oggi necessita di una serie di interventi migliorativi sia infrastrutturali (strade, reti fognarie, ecc.) che di servizi (trasporti, sicurezza, ecc.).

È stato istituito, gli anni scorsi un consorzio per lo sviluppo dell’area industriale, promotore di una serie di iniziative, in sinergia con gli enti pubblici e con altri soggetti istituzionali, mirati alla risoluzione dei problemi esistenti ed all’ottimizzazione del funzionamento dell’area, ma in sostanza, nel corso degli anni, nulla è cambiato.

L’area industriale resta meta di passerelle da campagna elettorale per poi cadere nel dimenticatoio subito dopo. A breve forse cambierà la toponomastica in memoria degli imprenditori locali, ma per il resto non c’è stato alcun intervento migliorativo: una totale carenza di servizi rende meno attrattiva l’area, unitamente all’eccessiva imposizione tributaria da parte del Comune, il che rende difficile anche a chi già opera sul territorio, restare. Figuriamoci se, nella situazione in cui versa, attrarrebbe dei nuovi investitori. Riceviamo costantemente segnalazioni riguardanti allagamenti, nonostante la siccità, a causa di mancata bonifica di determinate aree, che comportano danni a diversi edifici.

Di recente si è parlato di Protocollo di Intesa con il Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Meridionali del Cosentino e tra le aree che saranno interessate alla riqualificazione ambientale vi è il bocciodromo, mentre non è stata annoverata la Zona Industriale, dove un improvviso acquazzone riesce a creare disagi non indifferenti anche a chi transita lungo la strada. In questo periodo la zona suddetta è anche sede concorsuale, e l’acquazzone dello 8 Luglio 2022 ha costretto a sospendere la prova scritta in fase di svolgimento.

Nonostante vi transitano lungo la strada principale diverse tratte ( Cs-Rose,-Montalto-Castiglione), la normativa vigente non consente fermate nell’area industriale, costringendo a preferire il mezzo privato a quello pubblico. Nella zona industriale di Contrada Cutura mi interessai per esempio personalmente a far estendere il servizio di trasporto pubblico dall’ex hotel San Carlo sino a Contrada Cutura e dall’estate 2010 è garantito il servizio ma solo per alcune fasce orarie. Queste ultime andrebbero riviste unitamente alle tratte.

Altro tasto dolente è la questione rifiuti: non solo per la presenza di rifiuti abbandonati lungo la strada, ma anche per le tariffe applicate sui rifiuti urbani elevate rispetto al quantitativo effettivo di rifiuti prodotto, riconducibile ad un sacchettino a settimana. Come Italia del Meridione chiediamo che l’Ente riveda le tariffe in base non al suolo occupato, come accade per il calcolo dell’Imu, bensì dei rifiuti effettivamente prodotti e smaltiti. Va precisato che le aree altamente inquinate beneficerebbero anche di uno sconto, ma a quanto pare non se ne tiene conto, e l’eccessiva imposizione tributaria non è dunque compensata da adeguati servizi, che vanno dall’illuminazione alla manutenzione delle strade e sistemi di videosorveglianza pubblica integrativa rispetto a quello privato già esistente, essendo la Zona Industriale completamente buia al calar del Sole.

È evidente che l’area industriale si sente completamente abbandonata e dopo continue segnalazioni, in molti imprenditori si legge in viso la rassegnazione e si cerca con i propri mezzi e risorse di colmare questo vuoto in termini di servizi essenziali. Oltre al danno e disagi che vivono quotidianamente, si aggiunge anche la beffa delle eccessive tariffe applicate in termini di tributi.

Le segnalazioni che riceviamo e rendiamo pubbliche attraverso la stampa sono frutto del nostro interesse, come cittadini e come Movimento politico al fine di tutelare un territorio che mai come in questo momento storico è nel degrado più totale, da ogni angolazione lo si osservi.