Dimensionamento scolastico, dall’assemblea di AttivaRende appello per evitare accorpamenti

L'assemblea di AttivaRende ha deciso di perseguire tutte le strade per agire in sede di giustizia amministrativa e politica, chiedendo di incontrare la vice-presidente della Giunta Regionale on. Princi

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Il ridimensionamento scolastico che comporterà la perdita di 79 autonomie scolastiche della Calabria ha suscitato vive preoccupazioni nelle comunità della Regione, in particolare a Rende, dove la Provincia ha proposto alla Giunta Regionale l’accorpamento di tutte le scuole medie superiori in un unico istituto, e lo smembramento della più antica istituzione scolastica superiore della città, il Todaro, tra Rende e Cosenza.

L’Associazione AttivaRende ha organizzato una assemblea cittadina su questo tema presso il Museo del Presente, a cui hanno partecipato studenti, genitori, docenti, dirigenti scolastici.

Nel corso del dibattito sono intervenuti tra gli altri la dirigente del Liceo Classico “Da Fiore”, il vice dirigente dell’Istituto Todaro, il Presidente del consiglio d’istituto del Liceo Pitagora, il rappresentante degli studenti, l’ex consigliere regionale Carlo Guccione, in qualità di genitore.

Hanno coordinato il dibattito Massimo La Deda e Mimmo Talarico di AttivaRende, e ha portato il suo contributo il consigliere regionale ed ex presidente della provincia di Cosenza, on. Iacucci.

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Il consigliere del PD ha evidenziato che il processo decisionale delle province non si è avvalso, per come prevede la legge, della partecipazione e della collaborazione di tutti i soggetti interessati: scuole e comuni in particolare. Per Iacucci, inoltre, i commissari di Rende devono fare di più per far rispettare il criterio della deroga per i comuni commissariati.

Numerosi gli interventi dal pubblico, che hanno sottolineato come questo attacco alla scuola sia particolarmente doloroso per la comunità rendese, che privata della sua rappresentanza amministrativa in seguito allo scioglimento del Comune per condizionamento mafioso, subisce una cancellazione della sua identità: la scuola infatti più di ogni altra istituzione rappresenta il passato, il presente e il futuro di una comunità.

E ciò accade secondo logiche non chiare, che paiono avvantaggiare altre realtà a svantaggio della città universitaria, con l’ente Provincia che non tiene conto delle Linee Guida Regionali che applicano un principio di salvaguardia da eventuali accorpamenti proprio per le scuole ricadenti in comuni sciolti per infiltrazioni mafiose.

Un altro deprecabile effetto dell’accorpamento è la nascita di istituti ipertrofici a discapito della qualità e dell’efficienza gestionale. A Rende si avrebbe un istituto con quasi 2.400 studenti.

Sulla scorta di quanto accaduto in Campania, dove il Tar ha bloccato i decreti di dimensionamento, l’assemblea ha inteso perseguire tutte le strade per agire in sede di giustizia amministrativa e politica, chiedendo di incontrare la vice-presidente della Giunta Regionale on. Princi, per scongiurare il pericolo di una cancellazione dell’autonomia scolastica di Rende.