Massimiliano De Rose sindaco di Rende, ufficializzata la sua candidatura

“Rende cambia Rende” questa la frase che accompagnerà in campagna elettorale per le prossime amministrative il rendese 42enne Massimiliano De Rose

“Rende cambia Rende” – ha spiegato l’avvocato De Rose nel corso della conferenza stampa – si propone come forza capace di imprimere una spinta propulsiva ad un territorio che va avanti per inerzia” e nella sede del comitato elettorale di viale della Resistenza a Rende, ha ufficializzato la propria candidatura come sindaco rendese.

Massimiliano De Rose sindaco di Rende, ufficializzata la sua candidatura
Massimiliano De Rose

Ma cosa lo ha spinto a scendere un campo? “Alla base della mia candidatura la forte emergenza democratica che ha interessato la politica rendese negli ultimi anni, dalle dimissioni dell’ex sindaco Cavalcanti, al ritiro della candidatura di Toteda, in un contesto nel quale il partito democratico si è rifiutato di organizzare le primarie per la scelta del candidato sindaco, cosa naturale in una città dove il Pd ha una forte presenza di renziani tra gli esponenti dirigenti – spiega – Il Pd ha confermato a Rende, purtroppo, di non essere un partito libero e democratico, ma ostaggio di chi ritiene di esserne il proprietario. Noi siamo il vero centrosinistra rendese. Rende cambia Rende, vuole essere alternativa anche di quella destra che oggi si presenta in chiave gattopardesca, pretendendo di mostrarsi come nuovo con uomini che hanno sostenuto e sostengono quel “modello Reggio” in salsa scopellitiana che ha portato al dissesto la città dello Stretto.”

L’avvocato rendese, dunque, sembra molto determinato per le prossime comunali, per cambiare verso, per dare nuova speranza ad una cittadina che negli ultimi anni ha “sofferto”. Attualmente, la coalizione che sostiene De Rose, sarà costituita da almeno quattro liste. Si lavora, intanto, anche sul programma elettorale, e in tal senso, sono state individuate delle macroaree su cui puntare: ambiente, welfare, cultura, innovazione e attività produttive, trasparenza, democrazia partecipata.