Parco Acquatico, Principe e Talarico in coro: “Amministrazione di dilettanti!”

Tiene ancora banco la malagestione del Parco Acquatico. Sandro Principe e Mimmo Talarico: "Chi ripaga Rende del grave danno di immagine subito?"

Principe e Talarico 170620

Prosegue il duello a distanza, pratica quanto mai corretta in tempi di Coronavirus, tra le due principali fazioni politiche rendesi. A salire oggi sul ring, posizionato nelle stanze adiacenti alla sala consiliare di Piazza Matteotti, sono i gruppi consiliari dell’opposizione e le associazioni politiche Federazione Riformista e Attiva Rende. Oggetto del contendere manco a dirlo il Parco Acquatico. L’ultima nuova riferisce della revoca della concessione della struttura alla criticatissima società di gestione da parte dell’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Manna.

Primi colpi sferrati dal consigliere Mimmo Talarico: “Viene il dubbio che un bene pubblico sia stato trattato come un bene privato, come nel caso delle due feste organizzate al suo interno. Dov’era l’assessore vigilante in questi casi? Davvero possiamo derubricare questa vicenda ad una bravata di ragazzini o all’espressione di un bullo quale ha dimostrato di essere il signor Vivacqua, protagonista delle minacce rivolte alla giornalista Erika Crispo, alla quale va tutta la nostra solidarietà? La questione è del tutto aperta ed è simbolica della gestione comunale, approssimativa, pressappochista e arrogante. Veniamo ai conti: è stato detto che il Parco Acquatico abbia incassato tra i 220 e i 250 mila euro nel corso dell’intera stagione mentre un professionista che ha prestato la sua opera alla gestione della struttura riferisce che gli incassi in realtà erano pari ad una cifra che si aggira tra i 6 e i 7 mila euro.

Chi si occupava della rendicontazione? E ancora: che tipo di contratto è stato fatto alle persone che hanno lavorato nel parco. Tutti lavoratori e professionisti importanti che vanno assolutamente tutelati. La vicenda non è affatto terminata. Il sindaco deve rendere conto di tutte queste cose, non può sfuggire alle sue responsabilità per il danno di immagine che ha subito la città di Rende. In futuro sarà difficile avvicinare un imprenditore onesto nella gestione della struttura dopo quello che è accaduto. In nome della Rende civile e democratica riteniamo che la vicenda debba chiudersi solo con l’accertamento di tutte le responsabilità“.

Principe durante la conferenza stampa

Gli fa eco Sandro Principe, leader dell’area riformista uscito sconfitto al ballottaggio nelle elezioni amministrative dell’anno scorso, che rincara la dose: “Mi piacerebbe che tutti i membri dell’amministrazione comunale assumessero sempre un comportamento più consono al ruolo che occupano. Non è stata mai evidenziata la missione del Parco Acquatico, posizionato all’interno di una serie di interventi infrastrutturali come Viale Parco. Con varie utilità: offrire svago e occupazione ai giovani. La responsabilità principale di Manna è tutta qui, aver messo una Ferrari nelle mani di un principiante di scuola guida. Si evidenzia il dilettantismo di questa amministrazione.

La gestione del parco doveva obbligatoriamente essere affidata ad un imprenditore capace e all’altezza della situazione. Per noi, che lo abbiamo ideato anni fa, avrebbe avuto la valenza di un servizio pubblico. Innanzitutto avremmo garantito l’ingresso gratuito, con il pagamento di un ticket solo per usufruire di alcuni servizi specifici. Noi il parco vogliamo salvarlo non per le spese effettuate per realizzarlo, ma perchè è un patrimonio per l’intera comunità. Precisiamo che la procedura di revoca della gestione ha un iter molto lungo, non ci si illuda che i tempi siano brevi. Questa è l’amministrazione dei progetti in deroga. Non parliamo poi di tutte le strutture iniziate, mai portate a termine e ora totalmente abbandonate”.