Parco Acquatico, Principe: “Vicenda allucinante. Salviamo la struttura!”

"Il Parco Acquatico? Una grande opera bruciata da Manna". Sandro Principe lancia l'allarme ed esprime solidarietà alla giornalista Rai Erika Crispo

Sandro Principe

Tiene ancora banco la vicenda del parco acquatico. Sandro Principe, rivale del sindaco Manna alle ultime elezioni amministrative di Rende, è intervenuto sull’argomento definendo i contorni della querelle “allucinanti”.

L’ex assessore regionale alla cultura e all’istruzione ricorda come il parco acquatico sia stato “concepito nel 2006 dai socialisti riformisti” e “inserito nel POR 2007/2013 e finanziato per 15 mln di €, poi diventati 18, con il programma PISU Cosenza-Rende, antenato dell’attuale Agenda Urbana. Successivamente, le amministrazioni riformiste hanno progettato ed appaltato l’opera.”

Principe avanza il legittimo dubbio che “l’avv. Manna abbia, quindi, trovato i lavori di realizzazione del Parco in un’avanzata fase di esecuzione e si sia affrettato ad aprire la struttura, peraltro incompleta, in campagna elettorale per lucrare un immeritato beneficio. Da questo comportamento trae origine l’attuale stato di crisi del Parco. Per ragioni elettorali si è proceduto a predisporre un bando di gara con un meccanismo che consente, anche ad imprenditori improvvisati, di concorrere e vincere, con l’avallo, per i requisiti richiesti e mancanti al proponente, di soggetti che, ultimate le procedure, scappano, lasciando sul campo l’imprenditore locale, spesso privo dei mezzi finanziari ed organizzativi occorrenti per gestire una struttura complessa.”

Parco Acquatico di Rende
Il Parco Acquatico di Rende nel giorno dell’inaugurazione 

Attualmente chiuso, e senza prospettiva alcuna di riapertura imminente, il Parco Acquatico di recente è stato popolato solamente dalla protesta degli ex dipendenti. Hanno manifestato insieme ai sindacalisti dei Cobas e dell’Usb per denunciare i mancati pagamenti relativi alla scorsa stagione estiva. Per Principe la situazione che si è venuta a creare era inevitabile. “Il gestore si è limitato ad utilizzare nei mesi estivi il lago balneabile alla meno peggio, senza però pagare dipendenti, fornitori e le bollette elettriche, quest’ultime colpevolmente pagate dal comune, mentre per convenzione ciò spettava al gestore.”

Da qui lo spunto per riservare un attacco, nemmeno tanto velato, al primo cittadino di Rende, colpevole di aver “mostrato tutti i suoi limiti, evidenziando pressappochismo, superficialità, mancanza di visione, incapacità di selezionare un soggetto adeguato alla bisogna e di controllare il modo di operare del concessionario. La fregola elettorale, per infilare qualche dipendente precario, per soddisfare qualche grande elettore ben conosciuto in città, ha prodotto questo disastro. Una grande opera, una struttura suscettibile di dare lavoro a centinaia di giovani, di stimolare l’arrivo a Rende di tanti turisti e di dare ai rendesi, ed ai cittadini dell’area urbana, la possibilità di trascorrere, senza allontanarsi da casa, qualche ora di sano svago con i propri bambini; tutto ciò è stato bruciato da Manna e dai suoi.”

Infine l’appello affinché il Parco Acquatico Santa Chiara venga salvato e, riguardo le minacce ricevute dalla giornalista Rai Erika Crispo da parte del responsabile tecnico della società che gestisce il parco Antonio Vivacqua, esprime piena solidarietà “alla giornalista, a cui va dato il merito di aver sollevato una questione che, inascoltati, stiamo segnalando da più tempo.”

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