Rende, Manna, scrive a Spirlì: “Presidente, sia la voce di noi calabresi”

Il sindaco di Rende, Marcello Manna, ha scritto a Spirlì per chiedere il semi lockdowm, considerata essere al momento la decisione necessaria da prendere.

Sindaco di Rende Manna scrive a Spirlì

Così il sindaco di Rende, Marcello Manna nella lettera indirizzata al presidente ff della Calabria, Nino Spirlì.

Egregio Presidente FF Spirlì,

Le scrivo affinché si faccia portavoce presso il Governo nazionale della richiesta mossa non solo da questa Amministrazione comunale, ma divenuta ormai sentire comune, di riportare la Calabria ad essere classificata non più come zona rossa. Il momento di crisi economica che la nostra terra sta vivendo oltre ad essere sistemico, sta divenendo ogni giorno più tragico.

Una ulteriore battuta d’arresto anche nel prossimo mese di dicembre significherebbe il default di tutte quelle attività produttive già da troppo tempo gente al palo. Il disagio economico e sociale che stiamo vivendo è allarmante e servono risposte concrete da parte dello Stato.

La situazione sanitaria calabrese, per quanto ancora critica, ha registrato in queste ultime settimane una ripresa significativa:

i dati relativi ai contagi sono in calo, Lei stesso si è impegnato in prima persona nell’attuare un piano massiccio di assunzioni presso i nostri presidi sanitari e con l’attivazione degli ospedali da campo le strutture adibite alla cura dei nostri cittadini hanno potuto diminuire notevolmente l’enorme carico di lavoro di questi mesi.

Per questo riteniamo che ritornare al semi lockdowm possa essere al momento la decisione necessaria da prendere per salvaguardare tante famiglie dalla soglia di povertà che aumenta di giorno in giorno. Tale decisione andrebbe inoltre a favorire anche l’ipotesi di una eventuale ripresa delle attività scolastiche in presenza.

Sarebbe un segnale forte, un messaggio concreto di ripartenza, di ritorno alla normalità alle quale noi tutti abbiamo diritto. Sia, dunque, la voce di noi calabresi. E, proseguendo con la consueta caparbietà il difficile compito che le compete, faccia sì che le nostre richieste siano accolte.