Rende, polemica piste ciclabili l’intervento di Giuseppe Lo Feudo, membro della Società Italiana Politiche Trasporti

Giuseppe Lo Feudo: nei giorni scorsi notavo con piacere, nel corso di un giro in macchina, molte zone di Rende interessate da cantieri per lavori di realizzazione di nuove piste ciclabili

Giuseppe Lo Feudo: nei giorni scorsi notavo con piacere, nel corso di un giro in macchina, molte zone di Rende interessate da cantieri per lavori di realizzazione di nuove piste ciclabili

Incuriosito seguivo un po’ i percorsi sia delle piste già esistenti che di quelle in fase di realizzazione e notavo compiaciuto che a breve l’intera conurbazione Cosenza – Rende – Castrolibero sarà pronta per un salto di qualità in direzione della mobilità dolce e sostenibili.

A Rende al via le piste ciclabili

Infatti ormai la rete di piste ciclabili, salvo pochi punti e talune criticità risolvibili, è articolata e capillare al punto da rendere possibile, oltre che per il tempo libero, un travaso di modalità dall’auto privata verso la bici muscolare o a pedalata assistita anche per gli spostamenti quotidiani casa – lavoro e/o casa – scuola. Peraltro rilevavo positivamente che in una non facile situazione amministrativa del Comune di Rende per questa come per altre iniziative e’ stato opportunamente seguito il buon senso con la scelta di dare continuità a precedenti scelte evitando ritardi e indugi che sarebbero state causa di disagio esclusivamente per i cittadini.

​Tutte queste ( probabilmente) banali ma compiaciute riflessioni si sono però trasformate in disagio nel leggere di pesantissime reazioni e di critiche addirittura allarmistiche sui presunti danni che le piste ciclabili starebbero provocando e che determineranno ancor di più al termine dei lavori. Ovviamente non è mio compito entrare nel merito politico di tali polemiche ma sento di dover fare qualche brevissima riflessione di merito, che peraltro richiamano quanto in situazioni simili si sta rilevando in tutta Europa , e che oggi interessa un contesto da sempre orientato alla innovazione e all’avanguardia quale quello Rendese, su cui da oltre 40 anni insiste ( non dimentichiamolo) anche Unical.

​Nel caso di specie, fatto un piccolo approfondimento , occorre evidenziare innanzitutto che trattasi di “lavori di realizzazione percorsi ciclopedonabili integrativi da Quattromiglia a Parco Robinson Finanziati da Next Generation Eu”. Il progetto, nel rispetto delle rigorose procedure previste dal Pnrr è stato già oggetto di vari passaggi informativi nonché formali nelle varie sedi istituzionali preposte e prevede il completamento della rete di piste esistente che partendo dalle ricuciture sul versante cosentino si articola da Parco Robinson , attraverso villaggio Europa fino a Quattromiglia per poi proseguire, in un ulteriore intervento che dovrà collegare il campus di Arcavacata. La realizzazione delle nuove piste ciclabili quindi non solo non crea nocumento86E198E7-2B75-49C6-AF99-1C4280F3F723.jpgalcuno alle attività commerciali per come da qualcuno paventato, ma consentirà, se supportata da una informazione positiva di stimolo, al cambio modale con un progressivo decongestionamento del traffico cittadino, un progressivo svuotamento di quell’assurdo mega parcheggio che sta soffocando un Campus universitario in origine pensato nel verde incontaminato una riduzione degli incidenti, un minore inquinamento, una maggiore propensione ai piccoli acquisti di prossimità . Un sistema integrato di piste ciclabili che investe l’intera conurbazione , nonché in una città come Rende da sempre all’avanguardia in ogni campo , più che generare forzate polemiche di retroguardia dovrebbe piuttosto provocare attenzione anche verso le nuove opportunità di lavoro correlate , oltre che sull’indubbio e già richiamato miglioramento della qualità della vita. Infatti l’auspicato cambio modale auto/bici in contesto urbano dei cittadini, oltre che da una corretta informazione e formazione potrebbe e dovrebbe, in regime di libero mercato, essere favorito e accompagnato da istallazioni di stazioni di Bike sharing nei punti di maggiore interesse,da istallazione di piccole postazioni di manutenzione faidate’, da stalli per le bici e da parcheggi automatici e protetti di custodia e ricarica bici in aree centrali ovvero presso le stazioni ferroviarie e le autostazioni. Quindi non allarmismo ma informazione e propensione al cambiamento . Questa la risposta che ci si aspetta da Rende quando si guarda al futuro. Bene ha fatto la passata amministrazione Manna a pensare ed elaborare un progetto così importante e innovativo e plauso a chi oggi ha deciso in continuità nell’esclusiva interesse dei cittadini.

Questo il vero e più efficace modo, fra l’altro, per realizzare davvero la città unica; non con iniziative verticistiche ma partendo dalla realtà : infrastrutture , servizi, formazione , informazione e condivisione.