Rende, Tenuta (PSI) sul Parco Acquatico: “Tanti punti ancora da chiarire”

Il segretario del PSI di Rende Francesco Tenuta si chiede come "un quisque de populo" abbia potuto gestire un'opera pubblica violando le regole

Francesco Tenuta Rende 190620

Di seguito riportiamo la nota stampa diffusa da Francesco Tenuta, segretario del Partito Socialista Italiano di Rende.

“L’inchiesta sul Parco Acquatico portata avanti dalla Rai Calabria ha svelato una vicenda dai contorni assolutamente preoccupanti e assai allarmanti. Solo grazie alla tenacia e al coraggio della giornalista Erika Crispo – nei confronti della quale ribadiamo la nostra vicinanza e solidarietà per le gravi minacce subite – si è portata alla luce una vera e propria porcheria commessa nei confronti della più importante struttura pubblica della città, violentata da una gestione a dir poco vergognosa”.

Un Tenuta profondamente indignato afferma: “Non è pensabile che un quisque de populo si sia arrogato, per tanto tempo, il diritto di gestire un’opera pubblica di proprietà comunale, in sfregio alle regole, ai regolamenti, alle statuizioni previsti nel capitolato d’oneri della concessione, per poi intimidire chi quello sfregio ha contribuito a portarlo alla luce e a svelarlo all’intera comunità. Non è pensabile che un’opera pubblica sia stata messa al servizio – peraltro nel periodo di lockdown per la grave emergenza sanitaria – di un privato, peggio se figlio di un Assessore, per procedere a festeggiamenti del tutto privi di specifica autorizzazione, utilizzando finanche locali del Parco sprovvisti della necessaria licenza per l’apertura al pubblico.

Non è pensabile che gli uffici preposti al controllo della struttura non abbiano mai avuto conoscenza di ciò che succedeva all’interno della struttura. Del resto avevano il dovere di verifica e di controllo periodico della regolarità di tutti gli adempimenti e degli obblighi contrattuali posti a carico del gestore. Sono fatti gravissimi che non possono passare inosservati. Bene ha fatto l’amministrazione a prendere le distanze dalla vile aggressione subita dalla giornalista Erika Crispo e a procedere alla revoca della concessione.

Ciò, però, non basta. Tanti punti oscuri vanno ancora chiariti. I cittadini adesso pretendono chiarezza e trasparenza di tutti gli atti, anche di quelli amministrativi. Il Consiglio Comunale tutto, al fine di tutelare l’immagine e il nome città, portata negativamente alla ribalta della cronaca nazionale, istituisca una commissione d’indagine che proceda alla verifica di quanto accaduto in merito alla gestione del Parco Acquatico, anche in rapporto con l’attività dell’amministrazione, rendendo pubbliche ogni irregolarità riscontrate, nonché i nomi degli autori delle stesse”.