Ristrutturazione castello di Rende, Federazione Riformista: rispettare norme antisismiche

Sulla ristrutturazione del castello Normanno-Svevo, Federazione Riformista chiede al sindaco di Rende di attivarsi per far rispettare le norme antisismiche vigenti e tutelare l’originaria bellezza architettonica

Castello Normanno - Svevo di Rende

Per responsabilità politica e per affetto verso il nostro splendido centro storico, siamo costretti a sollevare, ancora una volta, il caso del castello Normanno-Svevo di Rende centro.

Il maniero presenta una struttura mista con pareti portanti in muratura e torre civica, cordolo e travi di copertura in cemento armato.

Castello Normanno - Svevo di Rende
Castello Normanno – Svevo di Rende

La tipologia strutturale, quindi, più pericolosa in zona sismica di prima categoria, per come è classificato il territorio di Rende.

Il comune a guida riformista ottenne dalla Regione, presidente Agazio Loiero ed assessore alla cultura Sandro Principe, un milione e mezzo di euro per ristrutturare il castello; l’amministrazione socialista provvide subito ad appaltare la progettazione dell’opera.

I professionisti, vincitori della gara, consegnarono al Comune un progetto che prevedeva la demolizione di tutte le parti in cemento armato da sostituire con una copertura leggera in travi di legno e coppi, nonché la eliminazione di tutte gli ampliamenti in ferro e vetro realizzati nel corso degli anni (ex anagrafe ed ex ufficio urbanistico), per mantenere gli uffici comunali nel centro storico.

Attuando il predetto progetto, il castello sarebbe ritornato al suo aspetto architettonico originario, con il giardino sul lato est e con il grande terrazzo sul lato ovest. Il finanziamento di un milione e mezzo fu confermato, successivamente, dalla giunta Scopelliti-assessore competente Giacomo Mancini, assegnando al comune di Rende il ruolo di soggetto attuatore.

Il commissario dott. Valiante rifiutò di svolgere il ruolo di soggetto attuatore che venne assegnato, dopo un ulteriore perdita di tempo per rifare l’iter, alla direzione regionale dei beni culturali. Il comune di Rende dismesso il ruolo assegnatogli, non provvide neanche a trasmettere alla direzione regionale il progetto in suo possesso, più sopra descritto.

La direzione regionale dei beni culturali ha redatto e ha appaltato l’attuale progetto, diverso da quello commissionato dal comune, che da più tempo noi riformisti stiamo mettendo in discussione; l’attuale progetto da un lato si limita “a fare il trucco al vecchio signore” e, dall’altro, non rispetta nel modo più assoluto la normativa antisismica vigente che non consente la realizzazione di strutture miste, ancor di più se la copertura in cemento armato appesantisce pericolosamente le strutture portanti in muratura.

Quanto sopra, abbiamo denunciato al ministro on. Franceschini, all’on. Orrico, all’epoca sottosegretario al ramo, al dott. Patamia, direttore del segretariato regionale in materia, al sovraintendente, all’epoca dott. Canestrini, chiedendo la revoca di tutti gli atti finalizzati ad eseguire il pericoloso progetto, da sostituire con il progetto legittimamente in possesso del settore lavori pubblici del comune di Rende e più sopra illustrato.

Arrivati a questo punto, chiediamo che, innanzitutto, il Sindaco di Rende si attivi affinché sia rispettata la normativa antisismica vigente, che rappresenta il primo obiettivo da raggiungere con l’impiego di risorse pubbliche e, nel contempo, affinché sia tutelata l’originaria bellezza architettonica del castello Normanno-Svevo, incastonato nel suggestivo ed incontaminato contesto urbano del centro storico. Naturalmente, riproporremo la nostra articolata e motivata denuncia a tutte le autorità competenti in materia di tutela dei beni storici e culturali.

Così in una nota Federazione Riformista Rende.

Comments

comments