Stellato: “Rende rischia di diventare la pattumiera della Calabria”

Mauro Stellato di Federazione Riformista, interviene sul rapporto tra Ato Cosenza e Calabria Maceri

Mauro Stellato

Sul rapporto Presidenza Ato Cosenza – Calabra Maceri i pensieri cattivi di andreottiana memoria si intrecciano, e a un certo punto “quadrano”.

Nello scrivere sul fallimento che Manna ha registrato nel suo ruolo di Presidente dell’Ato Cosenza, abbiamo più volte sottolineato come Rende rischia di diventare la pattumiera della Calabria. Il gestore privato che opera su Rende, senza le soluzioni che l’Ato avrebbe potuto e dovuto dare sul tema rifiuti, diventa unica e insostituibile “risorsa” per tutti i comuni della provincia.

Mauro Stellato
Mauro Stellato

Il rischio quindi che su Rende si concentri il massimo quantitativo consentito di smaltimento che, per ammissione dello stesso gestore, potrebbe arrivare a 800 tonnellate di rifiuti al giorno, è purtroppo concreto.

La scelta di Manna di arrendersi, le sue modalità, i suoi tempi, di fatto mettono in condizioni Calabra Maceri, di intervenire direttamente con i singoli comuni. E con molti di questi, i contratti sono già stati chiusi. Ma vi è di più. Lo “stallo della governance”, per usare parole non nostre ma dello stesso gestore, non sembra avere tempi brevi, proprio perché Manna ha dichiarato le sue dimissioni, ma nessuna nomina è intervenuta nella sua successione.

Che dire allora. Calabra Maceri diventa gestore per l’intera Calabria nel settore rifiuti, grazie alle autorizzazioni concesse durante il primo mandato dell’amministrazione Manna.

La presidenza di Manna a guida dell’Ato impedisce la ricerca di soluzioni che possano essere alternativi all’utilizzo di Calabra Maceri, come riferimento regionale, anzi lo favorisce a tal punto che oggi, lo stesso gestore, può superare l’Ato e rivolgersi direttamente ai singoli comuni.

Questi sono i fatti! Per usare una espressione tipica del nostro Sindaco. Il tutto con le logiche conseguenze di un aumento spropositato sulle tariffe, le strade di Rende invasa dai mezzi di tutti i comuni della provincia, le isole ecologiche della città sature di rifiuti con evidenti problemi sanitari, e i cittadini rendesi traditi proprio da chi avrebbe dovuto agire a tutela dei loro interessi.